Nei 120 anni dalla nascita del grande scrittore e giornalista italiano, debutta il format “Mario Soldati, il gusto di raccontare l’Italia”
“La modernità di Mario Soldati era la capacità di rendere popolare ciò che era colto, e viceversa”
“La modernità di Mario Soldati – ha detto Chiara Soldati, che è anche Cavaliere del Lavoro – risiede nella libertà di espressione, nella capacità di rendere popolare ciò che era colto e viceversa, interfacciandosi con le storie in modo completamente umano. È questa la chiave che ha reso grande il suo messaggio: il suo modo unico di guardare il mondo e di intendere il cibo e il vino come esperienza sentimentale, fondata nella lentezza a tavola, nel consumo moderato e nella ricerca dell’origine. Per continuare e tutelare e far conoscere a tutti questa eredità porteremo avanti una serie di incontri, in città e con chiavi di letture diverse, per riscoprire una narrazione del gusto più autentica e accessibile”.
In un mondo dell’enogastronomia e del racconto profondamente cambiati, oggi, Mario Soldati, ha spiegato ancora Chiara Soldati, a WineNews (in un’intervista nella quale anche noi abbiamo ricordato uno dei grandi maestri del giornalismo enogastronomico italiano, ndr), “con la sua ironia e con la sua sagacia, sicuramente avrebbe modo di mettere in luce che si è persa la lentezza del gusto, la lentezza del raccontare, che prima di assaggiare un piatto lo fotografiamo, anziché, come faceva Mario, andare a scoprire, a ricercare, a conoscere”.

