Raccontare il cibo e il vino al tempo dell'autenticità artificiale. La lezione di Mario Soldati
A 120 anni dalla nascita del grande narratore piemontese, prendono il via una serie di talk sulla figura di quello che può essere considerato il primo vero content creator enogastronomico d’Italia
Cosa possiamo oggi aggiungere al racconto culinario di Mario Soldati, il primo vero content creator del nostro Paese? La sua modernità ante litteram, oggi – nell’era dei social e del turismo esperienziale – ci lascia con tante domande (e pochissime risposte). Una su tutte: quanto è davvero autentico il racconto attuale dell’enogastronomia italiana?
Domanda a cui giornalisti, comunicatori, professori hanno provato a rispondere nel primo dei quattro talk Mario Soldati – Il Gusto di raccontare l’Italia, che si è tenuto a Roma nella sede dell’Associazione Stampa Estera e che proseguirà, tra ottobre e novembre, a Milano, New York e Londra. L’iniziativa, fortemente voluta dalla produttrice Chiara Soldati, cugina dell’autore e quarta generazione dell’Azienda La Scolca, vuole così ricordare una figura chiave di cui quest’anno ricorrono i 120 anni dalla nascita.
«La sua modernità – dice la stessa imprenditrice e cavaliere del lavoro Chiara Soldati – risiede nella libertà di espressione, nella capacità di rendere popolare ciò che era colto e viceversa, interfacciandosi con le storie in modo completamente umano. È questa la chiave che ha reso grande il suo messaggio: il suo modo unico di guardare il mondo e di intendere il cibo e il vino come esperienza sentimentale, fondata nella lentezza a tavola, nel consumo moderato e nella ricerca dell’origine».

