``Quei pranzi lenti a Tellaro con Mario Soldati. Campagne anti-vino? Che risate si farebbe``. Il ricordo di Chiara Soldati
La produttrice ricorda il rapporto personale con il cugino scrittore e lo immagina alle prese con le sfide attuali: cambiamenti dei gusti, ascesa dei dealcolati, demonizzazione del vino
Sono partite da Roma le celebrazioni per i 120 anni dalla nascita di Mario Soldati con il talk “Mario Soldati, il gusto di raccontare l’Italia” fortemente voluto da Chiara Soldati, cugina dell’autore e quarta generazione dell’azienda La Scolca. Poi si proseguirà a Milano (6 ottobre), New York (26 ottobre in occasione di Vinitaly Usa) e, infine, Londra (18 novembre).
Proprio alla produttrice di Gavi, Cavaliere del lavoro, abbiamo chiesto cosa si porta dietro degli insegnamenti del cugino.
Cosa ha imparato da questo cugino narratore e appassionato di vino?
La cosa che contraddistingue il nostro Dna di produttori e cugini è la genuinità. Un racconto del vino vero e non artefatto: essere coraggiosi al di là delle mode. Senza mai perdere la leggerezza e il sorriso.
C’è qualche aneddoto particolare che ricorda di Mario Soldati al di là della sfera pubblica?
Il ricordo più bello è quello dei pranzi lenti a Tellaro: pasti lunghi con disamina del territorio. E poi si finiva a parlare di letteratura, musica e ovviamente cinema. Ricordo bene la lentezza del racconto e quella sua capacità di gustare i dettagli, sia che si trattasse del piatto in tavola, sia di libri che Mario immancabilmente andava a ripescare nella sua biblioteca. E poi c’erano i racconti con Sofia Loren, Aida Valli. Le giornate passavano senza quasi accorgercene in un susseguirsi di risate e passeggiate.

